THE BIGGEST SECRET

Lorenzo Micheli Gigotti & Andrea Proia

L'intervista che può cambiare il mondo

J.C. Wheeler si è laureato ‘Magna Cum Laude’ al Pennsylvania State College nel 1949 in Fisica, per poi trasferirsi al California Insitute of Tecnologhy, dove ha lavorato, per un anno, con il fisico teorico Robert Oppenheimer. In seguito si è trasferito alla University of California di Berkeley. Insieme ad alcuni allievi di Oppenheimer, Wheeler è interessato anche di politica radicale. Come molti giovani idealisti nella seconda metà degli anni ’50, Wheeler ha abbracciato modelli sociali alternativi ed è divenuto parte attiva di varie organizzazioni sovversive. Nel 1961 si trasferisce in Brasile alla University of Sao Paulo, ad insegnare Fisica. Nel 1964 parte per Israele dove lavora per due anni al Technion di Haifa. Qui incontra la moglie Saral, figura importante per lo sviluppo delle sue idee. Nel 1975 viene nominato Professore di Fisica Teoretica al Birkbeck College della University of London. Soffre di attacchi depressivi che si acuiscono con l’età. Si sottopone diverse volte ad analisi psichiatriche e viene successivamente ricoverato, nel 1981, nel reparto di psichiatria senile del Chicago Hospital. Due anni dopo il ricovero non si hanno più tracce della sua esistenza.

D.: Vorremmo ringraziarla per questo appuntamento, siamo al corrente di quanto sia pericoloso per lei incontrarci. Ultimamente si era sparsa la voce, su numerosi forum di informazione alternativa, che alcuni suoi collaboratori fossero stati individuati e arrestati. Temevamo il peggio.

J.C.W.: Come vedete sono ancora libero. Riguardo ai miei collaboratori non c’è da preoccuparsi: sono sicuro delle loro capacità e presto si rimetteranno in contatto con me. Le notizie che girano su quei forum sono sempre di più pilotate dai debunker. Basterebbe fare qualche breve controllo incrociato per rendersi conto che la “Rete” (Net) non è tanto una griglia di interconnessioni comunicative ma un vero e proprio strumento per catturare. Fortunatamente abbiamo molte persone che ci aiutano a tenere puliti i nostri canali di trasmissione.

D.: Siamo venuti a conoscenza di alcune sue ricerche sullo stato attuale dell’Agenda e ci interesserebbe molto approfondire alcuni aspetti legati al controllo di massa in questi ultimi anni. Abbiamo notato l’intensificazione della presenza di alcune sorgenti (IRS - Infected Reality Source: una sorgente da cui origina il dato che va a comporre la realtà percepita attraverso i media) e la reiterazione quasi ossessiva di certi messaggi veicolati dai canali primari (Hollywood, CNN e i cosiddetti “network leaders”, il Dipartimento dell’Informazione - USINFO, l’Intergovernmental Panel on Climate Change etc.), messaggi che sembrano finalizzati ad imporre quello che lei stesso chiama “riprogrammazione della matrice”.

J.C.W.: Sì, tutto questo è decisamente evidente e ormai si stima che questa riprogrammazione sia già attiva in oltre il 78% dell’umanità. Questo mi fa prevedere che l’Agenda sarà portata a termine entro il 2012. Inoltre, come osservate giustamente, abbiamo assistito in rapida successione ad alcune manifestazioni di rara intensità, il cui momento cardine è stato rappresentato dall’attacco alle Torri Gemelle. Purtroppo in quell’istante tutti noi abbiamo percepito qualcosa di assolutamente inquietante, ma nessuno di noi può dirsi certo di cosa effettivamente sia successo. Quell’evento ha provocato nella coscienza collettiva un cambiamento di paradigma, tale da preparare il mondo ad un nuovo e più sconcertante giro di valzer. Ora il set recettivo dell’umanità è stato approntato, e attraverso i canali di diffusione della realtà infetta, già si trasmettono i primi segnali-pilota del Nuovo Ordine Mondiale (NWO). Mi riferisco da una parte allo stato di guerra permanente e al terrorismo internazionale, che purtroppo hanno ben poco a che fare con il petrolio, e in special modo all’aumento, in numero e in forza distruttiva, dei cosiddetti fenomeni naturali. Le sorgenti, in modo accuratamente coordinato, stanno adesso emettendo nuovi segnali che andranno a comporre un quadro ben preciso, in cui le masse cederanno spontaneamente le proprie libertà ai governi nazionali. Quando dico governi, in realtà mi riferisco all’entità di cui essi sono solo le propaggini operative locali. Questo sta già avvenendo in molte parti del mondo in modo estremamente rapido ed efficiente. Ciò che deve avvenire nei prossimi anni non voglio dirlo. Si tratta di qualcosa che va oltre i confini non solo della Terra, ma anche del nostro sistema solare.

D.: Come avviene la conversione del nostro precedente modello di realtà nel nuovo paradigma percettivo? Intendiamo dire: come funziona questa trappola?

J.C.W.: Attraverso le parole ovviamente. Il linguaggio è la grande magia che tiene su il mondo, presto o tardi vi renderete conto che smettendo di credere che le cose siano ciò che credete che sono, l’universo per come lo conosciamo cesserà di esistere. Le parole creano il sogno del quale siamo prigionieri, a tal punto che non capiamo neanche di esserlo. Siamo la sostanza della nostra prigione. La nostra cultura, la nostra identità è ciò che è stato costruito per catturarci in questo sogno ad occhi aperti. Il culto della personalità, le religioni universali, gli imperi, i centri di potere scientifico ed economico, tutte le sovrastrutture complesse hanno per mattoni i concetti, e i concetti hanno per mattoni le parole. Le parole sono vuote, non hanno esistenza reale e quindi possono essere usate per fabbricare la realtà. Quando una guerra viene definita missione di pace, quando ciò che è vero ed invisibile viene ritenuto non reale, mentre si ritiene reale quello che è visibile e mutevole, quando ci crediamo ciò che non siamo, assistiamo a sottili ma rilevanti espansioni di questa realtà infetta.
L’impiego dei canali di trasmissione in modo congiunto, che consente la creazione di un sistema di legittimazione autoreferenziale, si rende evidente nel canale, ossia l’estensione periferica, ma ha la sua origine occulta nella sorgente di realtà infetta. Si tratta della tecnica d’invasione più evoluta che potremmo mai concepire. Dominare mentalmente un pianeta che si crede libero. Dominarlo attraverso la manipolazione delle emozioni, il controllo dei desideri, la strutturazione del futuro e persino la modificazione della memoria. Vi ricordate il luogo dell’appuntamento in “Eternal Sunshine of the Spotless Mind” di Michel Gondry (2004)? Bene, andate a vedere cosa c’è a Montauk. Tutto questo si chiama psicotronica.

D.: Tutto ciò sembra incredibile.

J.C.W.: Sì, è incredibile ai nostri occhi. Ma quale modo migliore c’è di nascondere la verità se non quello di sostituirla con una bugia in virtù della quale quella verità risulti inconcepibile?

D.: I nuovi mezzi di comunicazione sono molto implicati in questo processo di controllo mentale di massa. Quali sono le strategie utilizzate?

J.C.W.: Oggi viviamo un’era in cui il potere è gestito da una classe di ‘tecnocrati’ che domina la società attraverso le macchine e la programmazione a esse soggiacente. Queste, con il tempo, sono permeate sempre di più nella nostra cultura e nelle nostre abitudini. Le tecnologie, che noi crediamo siano al nostro servizio, si stanno sostituendo sempre di più ai nostri istinti ‘primitivi’. Mediano - nel senso che sono il contatto - con quello che noi consideriamo il reale o contingente. C’erano tempi in cui l’uomo per conoscere i fatti a lui circostanti usciva di casa, abitava fisicamente l’ambiente e si univa in una collettività fisica tangibile. Oggi per sapere quello che ci accade intorno entriamo nelle nostre abitazioni, ci chiudiamo all’interno di un guscio concettualizzato (‘casa’) e ci informiamo sul presente attraverso ‘finestre di contatto’, vale a dire: TV, Internet, Radio... Non siamo più testimoni oculari dei fatti. Agiamo ‘liberi’ su una piattaforma preimpostata a reagire a certi input. Come in un videogioco molto elaborato, possiamo compiere scelte improbabili ma inevitabilmente prevedibili.
Con la realizzazione di un paradigma sociale e culturale di questo tipo le forme di potere mirano alla centralizzazione del controllo.

D.: Il riferimento ad alcune produzioni hollywoodiane di questi ultimi anni ci risulta scontato...

J.C.W.: Infatti. Gran parte del cinema hollywoodiano è la punta, efficace e spudoratamente visibile, di questa strategia di controllo. Come dicevo poco fa, tutti i mezzi di comunicazione contribuiscono a consolidare quella che nei miei testi chiamo ‘Fase Finale di Controllo’. La bramosia per l’immediatezza mediatica incoraggiata e promossa nel corso dell’ultimo cinquantennio ha prodotto risultati stupefacenti. La nostra è una società informatizzata e brandizzata. In tempo reale una notizia attraversa il globo. La nostra coscienza collettiva è creata, manipolata e condizionata dai media.
Anche il cinema, in questo meccanismo, ricopre un ruolo importante. La cosiddetta ‘propaganda di complemento’, atta a promuovere una certa visione del mondo e a promuovere determinati stili di vita, è realizzata dal cinema con leggero anticipo sugli eventi storici. Dalla Seconda Guerra Mondiale in poi, i film dichiaratamente propagandistici sono stati sostituiti da produzioni cinematografiche di propaganda occulta (in modo complementare al passaggio da regimi totalitari alle cosiddette democrazie moderne). Il cinema (blockbuster specialmente) fa da battistrada per l’imposizione, su scala planetaria, di un pensiero unico. Non c’è da stupirsi se, riflettendo sulla tempestività di alcune produzioni americane, riconosciamo uno stretto legame di collaborazione tra Hollywood e il potere politico.

D.: Quindi l’adiacenza e i legami, sempre più evidenti, del linguaggio cinematografico e televisivo non sono una semplice coincidenza?

J.C.W.: Proprio questo è il punto. La strategia per l’imposizione del Nuovo Ordine Mondiale è di tipo induttivo e compenetrativo. Negli ultimi decenni l’affermazione dei nuovi media, nella produzione e nella ricezione del messaggio veicolato, hanno incredibilmente modificato il paradigma mediatico. La Tv oggi, per esempio, combina l’ apparente immediatezza dello sguardo televisivo (il medium non viene percepito dallo spettatore che crede nella realtà ontologica dell’immagine proposta) con l’ipermediatezza del web (il fruitore è consapevole del medium ritenuto veritiero perché frammentato, indeterminato ed eterogeneo come il reale percepito). I collage, gli split-screen, le scritte scorrevoli offrono la possibilità di suggestionare e manipolare con facilità le notizie . Tutto ciò è adagiato come ultimo tassello di un lego su un paradigma culturale pronto ad acquisirlo. I nostri processi di percezione avvengono all’interno di convenzioni culturali (linguaggio ? concetti) che hanno sviluppi secolari. Pensate alla Prospettiva Rinascimentale che ancora oggi è la struttura mentale soggiacente con la quale codifichiamo e realizziamo la rappresentazione del reale. I media attuali sono il risultato della combinazione tra la tecnologia avanzata e la sedimentazione delle modalità storiche di mediazione.
Negli Stati Uniti i messaggi subliminali in film e filmati e accorgimenti analoghi, usati nell’addestramento militare del proprio personale alla Army School of Americas di Panama e negli altri luoghi designati, oggi vengono impiegate su larga scala. Queste tecniche, ad esempio, contribuiscono a instillare l’odio per il nemico e a ridurre la sensibilità umana. Siamo nella fase finale di una macchinazione stupefacente ed inimmaginabile.

D.: Torniano a Ground Zero: come effettivamente ha cambiato la nostra percezione del ‘reale’?

J.C.W.: Quest’evento drammatico ha prodotto una sorta di shifting tra realtà e finzione. L’istantanea ricezione, globalmente comune, del 9/11 è stata di incredulità. L’evento mediatico per eccellenza nella storia dell’umanità non a caso è stato accostato da tutti alla finzione cinematografica. Lo sventramento dei grattacieli faceva già parte del nostro immaginario collettivo, edificato, nel tempo, da alcune note pellicole americane (tra le quali Independence Day – 1996; Fight Club – 1999.) Non mi stupisce affatto, e non la considero una coincidenza che, proprio in questi giorni, nel momento in cui l’uragano Katrina ha spazzato New Orleans, si sia verificato l’ennesimo avvicendamento realtà-finzione. La diegesi di alcuni film di ieri (The Day After Tomorrow – 2004; 28 Days Later – 2002) è lo svolgimento della ‘realtà’ di oggi. “L’uragano che da sempre ci aspettavamo sta per arrivare” gridava pochi giorni fa il sindaco di New Orleans, Ray Nagin, “Evacuate la città!”. Gli inquietanti panorami mediatizzati in questi ultimi tempi da Tv e quotidiani sono la sconfortante epifania di alcuni scenari apocalittici del cinema appena passato e sedimentato.

D.: Quindi di che fenomeno stiamo parlando? Sia più trasparente e diretto!

J.C.W.: Il processo di controllo intraterrestre ha prodotto una società che investe i media di profetismo e preveggenza (pensate ai Pre-Cog di Minority Report – 2002 ). Siamo passati proprio in questi anni da un sistema di tipo mediato ad uno pre-mediato. Pensiamo al caso dell’antrace, degli obiettivi sensibili, delle minacce nucleari, degli ultimatum terroristici o dell’avvelenamento degli acquedotti che vengono quotidianamente mediati prima ancora che si verifichino. L’efficacia induttiva dei mezzi di comunicazione offre la possibilità di indirizzare le scelte della collettività che si crede libera e unica entità edificatrice del futuro terrestre. Le nostre azioni sono piuttosto riflessi condizionati. La stessa percezione del reale contingente, le nostre scelte e i nostri giudizi sono totalmente contraffatti e precostituiti. L’opinione pubblica in un certo senso viene preparata o meglio anestetizzata a reagire in determinati modi su un piano di veicolazione del reale fatto a livelli. Il 1°Livello di mediatizzazione (nell’Agenda è detto “Contagio Ideologico”) avviene tramite il cinema, la fiction tv e la letteratura che solitamente definiscono un immaginario collettivo atto all’assorbimento della realtà artificiale dei media d’informazione, il broadcasting e il World Wide Web che rappresentano il 2° Livello (nell’Agenda chiamato “Sedimentazione Ideologica Coscienziale per Verifica”). La comunicazione monodirezionale e centralizzata (l’eterogeneità delle informazioni proposte, purtroppo, crea ancora sul Web l’inevitabile indeterminatezza della verità, a vantaggio dei mezzi di comunicazione tradizionali) rende, per ora, incontrovertibile questo meccanismo. Le finestre di contatto con la realtà di cui parlavamo prima ci allontanano sempre di più dal ‘luogo dei fatti’ vicino, avvicinandoci, per approssimazione, al ‘luogo dei fatti’ lontano. Siamo quindi temporalmente presenti ma spazialmente assenti e impossibilitati ad intervenire sui fatti stessi.
Allo stesso tempo siamo colpiti ma non possiamo difenderci. Ci sentiamo vulnerabili ad una minaccia fantasma (Star Wars Episodio I – The Phantom Menace - 1999), un nemico non individuabile (terrorismo, fenomeni naturali, crisi economica etc.). Ci sentiamo in pericolo e chiediamo protezione. Per farla breve: il potere, in origine, è suddiviso in egual misura fra tutti gli uomini, ma con la creazione mediatica di un nemico totale (immaginario), il singolo consegna nelle mani di altri il proprio potere. Qualche guerra ben assestata e la veicolazione di ansie collettive, incertezza e proiezioni catastrofiche sono sufficienti a vanificare i tentativi di resistenza al potere.

D.: Se così fosse, qual è il futuro che ci attende?

J.C.W.: In questa sede vorrei evitare affermazioni irresponsabili. Posso solo rendere noto che il Pentagono ha avviato un progetto alquanto ambizioso: il progetto è denominato LifeLog ed è sollecitato dalla DARPA (l’agenzia per i progetti di ricerca di difesa avanzata). Questo progetto prevede lo sviluppo di un “sistema a base ontologica che catturi, immagazzini e renda accessibile il flusso di esperienze di un singolo individuo nella sua interazione con il mondo”. Nella rivista “Wired”, Noah Shachtman osserva che LifeLog “raccoglierà in una gigantesca banca dati tutto ciò che l’individuo compie: ogni e-mail spedita e ricevuta, ogni foto scattata, ogni telefonata, ogni pagina internet visitata, ogni trasmissione o film guardato, ogni giornale letto.” Questo prosegue e perfeziona le tecniche militari di controllo mentale sviluppate dalla CIA a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale per il cambiamento e la destrutturazione della personalità.

D.: Alle domande che le abbiamo fatto finora, lei risponde sottointendendo un potere occulto che non ha identità definita. Saremmo interessati a capire qual è l’entità da lei sottaciuta?

J.C.W.: So che la risposta che attendete è quella ed è l’unica soluzione possibile. Posso solo dire che esiste una legge universale di corrispondenza tra micro e macrocosmo. L’uomo è l’universo in scala analogica. Ermete Trismegisto diceva: “Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per compiere i miracoli di una cosa sola ... Da ciò deriveranno innumerevoli adattamenti mirabili il cui segreto sta tutto qui.”
Anche a livello planetario, finché l’umanità cercherà l’Altro al di fuori, troverà solo tempo, attesa e illusione.

(01/8)