LA LINEA

by Adriano Aymonino

ERNST HAECKEL: FORME ARTISTICHE DELLA NATURA

Nuova puntata della rubrica di Adriano Aymonino. Questa volta si parla di Haeckel, un visionario di inizio ottocento che studiava la natura per trarne ispirazione estetica e formale. Botanica psichedelica, si potrebbe dire.

Forme artistiche della natura (Kunstformen der Natur), è uno dei più celebri prodotti dell’illustrazione naturalistica europea. Pubblicato da Ernst Haeckel nel 1904, il testo ebbe un’enorme diffusione in Germania, circolando sia tra il grande pubblico, sia in ambienti artistici e scientifici. Le cento tavole che accompagnano le brevi note esplicative sono un tipico risultato dell’estetica Art Noveau e influenzarono la produzione di molti oggetti d’inizio secolo, soprattutto nel campo dell’arte applicata. Nel secolo scorso e ancora oggi molti artisti e grafici in cerca di pattern geometrici tratti dal regno animale e vegetale hanno continuato ad utilizzare le tavole di Haeckel, soprattutto dagli anni settanta in poi quando furono ripubblicate integralmente nella celebre Dover pictorial archive series.
A prima vista le illustrazioni sembrano semplicemente ornamentali, un repertorio stilizzato di forme esotiche e inquietanti tratte dagli abissi oceanici più profondi o dai regni unicellulari, frutto di un talento grafico visionario e morbosamente particolareggiato. In realtà sono l’espressione e il veicolo di diffusione di una radicale visione dell’evoluzione della vita che finisce per coinvolgere anche l’uomo e le sue capacità intellettive.
Ernst Haeckel (1834-1919) fu medico, filosofo e per quarant’anni consecutivi professore di zoologia all’università di Jena. Gran parte dei suoi anni giovanili li passò viaggiando intorno al mondo alla ricerca di nuove specie animali da descrivere e catalogare. Fu soprattutto l’apostolo del Darwinismo, che contribuì a divulgare in Europa continentale attraverso centinaia di articoli, libri e conferenze. Ma Haeckel era figlio della Germania della prima metà dell’Ottocento e la sua visione del mondo e della scienza, condite da dosi massicce di idealismo e di romanticismo, non potevano non modificare la meccanica selezione naturale di Darwin, basata in ultima analisi sul caso. Alla selezione operata dall’ambiente egli sostituì un modello evolutivo secondo il quale la vita, sin dalle sue origini, si era sviluppata secondo precise linee tendenti alla perfezione. A partire da una forma ancestrale comune, ogni specie secondo Haeckel si era spinta in alto sulla scala evolutiva, mossa da una tendenza spirituale innata nella materia che ne aveva guidato la marcia progressiva. All’apice della piramide si trova, ovviamente, l’uomo. L’intelletto umano, capace di ragionare su se stesso e sul resto degli esseri viventi, rappresenta infatti la forma più complessa e raffinata dell’unione inseparabile di spirito e materia.
Questa pulsione spirituale della natura è riconoscibile in un principio organizzatore ben preciso: la simmetria. Nell’assoluta simmetria degli organismi unicellulari, che costituiscono la maggioranza delle illustrazioni, e poi in quella di quasi tutti gli esseri viventi, Haeckel vide una successione di stadi sempre più complessi in cui osservare la meccanica evolutiva in azione.
Quasi tutte le tavole di Kunstformen der Natur furono dunque forzatamente costruite per supportare questa teoria ed evidenziare le similitudini tra le varie specie. Le figure sono quasi astratte, organizzate secondo principi decorativi. La simmetria domina, sia nella rappresentazione dei singoli organismi, sia nella loro distribuzione, che è quasi sempre speculare. Lo sfondo, tranne pochissimi esempi, è rigorosamente monocolore, spesso nero, e il rapporto con l’ambiente naturale è praticamente inesistente. Dal punto di vista dell’accuratezza scientifica sono ovviamente immagini poco attendibili e allo stesso tempo rivelano chiaramente la debolezza della teoria di Haeckel. Il suo limite maggiore fu un’assoluta ossessione per la forma, unita ad una sostanziale incapacità di spiegare i meccanismi dell’evoluzione fornendone una prova scientifica. Il lato estetico della natura, la bellezza della sua simmetria, aveva d’altronde per lui lo stesso diritto scientifico della biologia e della fisica nello studio degli esseri viventi.
Kunstformen der Natur non è dunque un libro da comò, un affascinante repertorio di curiosità da esibire nei salotti della borghesia mitteleuropea, come in effetti venne largamente recepito e utilizzato. È il vangelo di una concezione spirituale della natura e dell’uomo.
Le immagini tuttavia fallirono nel comunicare questa complessa filosofia al grande pubblico. Cent’anni più tardi esse vengono ancora utilizzate per il loro inquietante aspetto estetico, ma l’elemento didascalico e la funzione scientifica sono inevitabilmente andati persi. Il che, in fondo, forse è un bene.

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Kunstformen der Natur è stato ristampato più volte:
-Ernst Haeckel, Art forms in nature, New York, Dover Publications, 1974 (in bianco e nero).
-M. Ashdown (a cura di), Art forms in nature: the prints of Ernst Haeckel, Monaco, Prestel, 1998 (a colori).
-Le cento tavole sono inoltre riprodotte ad alta risoluzione su
http://commons.wikimedia.org/wiki/Kunstformen_der_Natur

In questa pagina:

Kunstformen der Natur. Tavola 88: Discomedusae; Pilema.
Nelle pagine seguenti:
3. Tavola 84: Diatomea
4. Tavola 85: Ascidiae

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