Guns’n’roses

Chinese Democracy

(CD, Geffen, 2008)

Rimanere impantanati nella sterile analisi costi/benefici non è cosa. Il mormorio di chi accoglie Chinese Democracy fa più rumore delle tracce in esso contenute, rendendo quasi indistinguibile l’uno dalle altre e creando un cortocircuito mai registrato prima d’ora, a renderlo il primo disco post-gusto della storia del rock. Una line-up che ha cambiato una dozzina di membri senza mai fare uscire una nota, con passaggi di Buckethead e membri di Primus NIN Replacements e Vandals: il risultato è un pugno di ballate, loffie se vogliamo, su cui la grottesca personalità del padre-padrone Axl Rose si staglia a giudicare il nostro disgusto come se fosse colpa nostra. Hanno vinto, e voi continuate pure a ridere.

(francesco farabegoli)