Fennesz

Black Sea

(CD, Touch, 2008) [19]

Dal punto di vista della prospettiva storica Black Sea è quasi uno shock, una sorta di revisione del suo capolavoro Endless Summer alla luce delle numerosi derive ambientali da Venice in poi (anche le cose più trascurabili tipo la collaborazione con Sakamoto): una sintesi mirabile ed assolutamente coinvolgente in cui strumentazione e drones sintetici si rincorrono all’infinito ed in mezzo ai quali l’ascoltatore non può far altro che immergersi estasiato. La miglior uscita su Touch dell’austriaco, che da oggi ritorna prepotentemente all’ordine del giorno

(francesco farabegoli)