Mister Lonely

di Harmony Korine

(DVD, IFC, 2008)

A questo giro Korine soffre un po’ quella perdita di leggerezza e genuinità nel tono che alcuni imputano alla maturità. Comunque racconta sempre piccole comunità di tipi strani che schivano di poco il buco nero esistenziale, solo perché aggrappati ad una fede tutta personale. Da una parte una comune composta da sosia dove ognuno è libero di interpretare, giorno e notte, il suo personaggio senza dover dare spiegazioni. Dall’altra un prete missionario (Werner Herzog) che invita delle suore a buttarsi da un aereo senza paracadute per verificare la loro fede in Dio – tra i due, questo è l’episodio più bello. Korine ha scritto Mister Lonely insieme a sua moglie e il film sembra costruito sulle sue fisse personali. La narrazione è volutamente spezzata, soprattutto per l’alternanza dei due episodi. Però si ha l’impressione che il film sia la raccolta di tante idee forzatamente compresse in un lungometraggio. L’intensità delle immagini va e viene, e quel che rimane più impressa è la bellezza di alcune scene e della musica che le accompagna (quella iniziale, al ralenti con Mister Lonely di Bobby Vinton, su tutte). Sarà che il film è stato prodotto da Agnes B, che di mezzo c’è la moglie, ma Korine, soprattutto nell’episodio principale – quello dei sosia – da un po’ troppo spazio ai lezzi estetici e ai sentimentalismi, dimenticandosi di ironizzare anche un po’ sulla disperazione dei suoi personaggi. Per le persone alla moda sarà pure molto fico, per me è un po’ leccato, delle volte retorico e tendente al melodrammatico. Tra gli extra del DVD quaranta minuti di scene tagliate e 10 minuti di making of.

(lorenzo micheli gigotti)