WONDERFUL EVOL

by Emiliano Maggi.

THE AURELIAN GIRLS

Text extracted from a short story by Francesca Passacantando drawings by Cosmo photo by Luca Pilotti

Every day, every night, like goddesses on an altar; immaculate. At sunrise they were to be meticulously stripped, gently. Their faces were to be washed… their long well-kept hair was to be brushed. On the blonde… the brunette… classical music… fake flowers… most of the nights would end in silence… bottles empty… tears in his eyes. The music would stop, the lights go off. His mother… she cried… she despaired… make him smile… no reaction… it was torturous… kisses were replaced with tears… dark clouds soon covered the earth, the sun hiding behind them… hungry daughters… mother’s words… hours of silence and a few prayers… with heart broken, never recovered.  Her child did not have a soul… ‘Why do you all look at me that way?’ and nobody had any answers... only his sisters, grown accustomed to his unresponsiveness, still loved him. They tried, in vain, to find something for him to be passionate about: music, literature, painting, but they did not know that pain was to be his only art… it seemed natural for them to dedicate their lives to this… it was the very source of their joy. He lived in a world of confusion… observing… the yelling… the crying... but as he could not love and he could not hate, his only reaction to all of this was confusion.  And as it went hand in hand with an incapacity to understand the extent of the difference between himself and others, and the reasons for it, it was a confusion he could never quell. It led him into isolation. He closed off all relations with the outside world, never leaving t he home he shared with his sisters… but only so much time passed until curiosity arose in him. And this curiosity began to torment him, quickly turning into an obsession, driving him to decide that he must find a way to procure himself a soul. This did not take long.… his eyes fell on the corpses of his sisters. And he was overwhelmed by love. It was so strong, the love he felt for those two women who moments ago he had so easily murdered, that for one moment he forgot they were dead and rushed to hug them. Gasping, that hint of joy that was rising up inside of him, the joy of a first felt love, was obliterated by the realization of what he had done. The pain was so strong, stronger than the pain he had inflicted on them tearing their hearts open with a dagger, so much stronger… absolutely blinding. Once more he fainted, collapsing on top of them, landing on a sea of blood-splattered blond and brown hair… opening his eyes… her twisted mouth, as if still screaming for mercy, those eyes of hers, wide open, looking up to the sky in a silent prayer; he screamed and screamed and screamed, and could not stop; clenching his heart, as if it was to explode with the pain, attempting with that excruciating cry to push out the soul he now regretfully possessed. Desperately he implored to be soul-less once more. Then there was silence…


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Italian Version 


Ogni giorno, ogni notte, come divinità su un altare; immacolate. Al sorgere del sole meticolosamente spogliate… i loro visi lavati… i loro lunghi capelli ben curati. La bionda… la bruna… musica classica… fiori finti… E quasi tutte le notti finivano in silenzio… bottiglie vuote… lacrime nei suoi occhi… La musica si arrestava, le luci si spegnevano.  Sua madre… piangeva… si disperava… farlo sorridere… alcuna reazione… Era una tortura… i baci furono sostituiti dalle lacrime… nuvole scure subito coprirono la terra, con il sole che si nascondeva dietro di loro… figlie affamate… parole della madre… ora di silenzio e alcune preghiere… Con il cuore spezzato, non si riprese mai più. Suo figlio non aveva un’anima.… “perché mi guardate tutti in quel modo?” e nessuno gli dava mai una risposta… Solo le sorelle, ormai abituate alla sua mancanza di reazioni, lo amavano ancora. Loro cercavano, invano, di trovare qualcosa cui farlo appassionare: la musica, la letteratura, la pittura: non sapevano che il dolore sarebbe stata la sua sola arte… sembrava naturale per le sorelle dedicare le proprie vite a questo… Non era un peso, ma la stessa fonte della loro gioia. Egli invece viveva in uno stato di confusione… osservando… le urla… i pianti… Ma siccome lui non poteva amare e non poteva odiare, la sua unica reazione a tutto questo era confusione. E poiché andava di pari passo con l’incapacità di comprendere le ragioni e la portata della differenza tra sé e gli altri, era una confusione che non poteva abbandonarlo. Questo lo portò all’isolamento. Interruppe tutte le relazioni con il mondo esterno, senza mai lasciare la casa che condivideva con le sorelle… Ma non passò molto tempo prima che nascesse in lui una curiosità. Questa curiosità cominciò a torturarlo, diventando un’ossessione, fino a convincerlo che avrebbe dovuto trovare un modo per procurarsi un’anima. E per questo non ci volle molto. … i suoi occhi caddero sui cadaveri delle sorelle. E fu sopraffatto dall’amore. Era così forte, l’amore che provò per quelle due donne che pochi minuti prima aveva così facilmente assassinato, che per un momento dimenticò che erano morte e si lanciò ad abbracciarle. Singhiozzando, quella nota di gioia che saliva dentro di lui, la gioia dell’amore per la prima volta sentito, fu annullata dalla presa di coscienza di ciò che aveva fatto. Il dolore era forte, più forte di quello che aveva inflitto loro trafiggendo il loro cuore con un pugnale, così forte… assolutamente annientante. Ancora una volta svenne, accasciandosi su di loro, atterrando in quel mare di sangue sparso su capelli biondi e castani… aprendo gli occhi… il viso di una di loro. Quella bocca contorta, come se ancora implorasse pietà, quegli occhi di lei, spalancati, rivolti al cielo in una preghiera silente… urlò, urlò e urlò, senza potersi fermare, stringendo il suo cuore che sembrava esplodere per il dolore, cercando, con quel grido affranto, di estromettere quell’anima che ora a malincuore possedeva. Disperatamente implorò di esserne privato ancora una volta. E poi ci fu silenzio…

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