COME DINE WITH US

a project by Ed Atkins and Caterina Riva

ROOM AVAILABLE

It all begins in a pub in London.
It all begins at an airport in Turin.
It all begins in a gallery in Rome.
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We meet in a half-empty pub in East London, it’s late afternoon but outside it looks like night, it’s really cold, I’m drinking red wine, and Ed’s drinking whisky, I think. We don’t have any preestablished ideas but we spend a long time talking about how to configure this collaboration of ours, for the pages of Nero. During the dense discussion we stumble on the idea of teaching each other something, not in a didactic, specialistic or authoritative way, but mixing genres and categories, choosing things we like and communicating them to the other, allowing for mistakes and corrections to arise in the process. We end up deciding that the unveiling of the primary materials should take place in a few days, by email: we’ll propose passages from independently chosen books and at that point we’ll update each other again.

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After that first exchange the process was rhythmical and exciting, albeit discontinuously developed. I don’t think it makes a lot of sense for me to try to explain it analytically, step by step, given that we went in the direction of instinctively reacting – in a non-rational but nonetheless calculated way – to the other’s moves. Starting from books, we ended up at the direct production of writing, fragments of Ed’s screenplays, new segments of text and sound inserted in other bodies, reanimated. Texts that recall images, images that lead to videos and return to texts. This cycle of words and figures and the synchronic generation of fictional parallel worlds is present both in the pages conceived by Ed Atkins and in the selection of videos viewable on the Nero web page. In most cases, the titles tell you how they originated.






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to translate and to blend
we ended up talking about risotto and its creaminess, I'm not sure how.
From one of our exchanges: the genealogy of my name turns out to be a first course,
originally from Veneto, from western Lombardy and from Piedmont.

Looking back at what we did, one thing that seems important to underline is the attempt to pursue a very physical writing, whose suggestions came from moods, tastes, smells...something that would resonate beyond the printed page. We appropriated lines written by Jack Smith, Sarah Kane, David Wonjarowicz, Roberto Bolaño. Moving between tragedy, splatter and poetry. Allowing ourselves to remain in a surreal world where bodies burn like pans, where words wound and become deafening. Ed not only lent parts of his screenplays to the mixture, but also planted new noises and actions in preexisting texts. There’s an obsession with food here, as well as with noises (BANG, CRASH) and smells, from stinky fruit to roasted (human) flesh.
We pursued the permeability of language and the playfulness of metaphor in a recipe, a comic, a song and even a fictional book based on real events and people. Riddley Walker is a post-apocalyptic sci-fi novel written by Russell Hoban in 1980. One of its most conspicuous characteristics is that the narrator, Riddley, speaks in an English that is a phonetic transcription of the dialect spoken in Kent. You have to read and reread, preferably aloud, to get a sense of that strange language, which, as it turns out, also reads like Italian.

The only suggestion I feel ready to give is to read these pages synaesthetically. They are a portrait in reverse of the way we think, a collection of fragments of writing and culture that we viscerally love. Who wrote or suggested this or that is of only relative importance; what really counts is this new whole, this strange macabre constellation. Everything can become an ingredient in an appetizing lunch at the table of Buñuel, of Jan Švankmajer or in Big Night’s Italian-American kitchen, or in Malaysia with the chef Anthony Bourdain, or on the pages of Nero. Enjoy.



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Ed Atkins (1982) is an artist and writer living in London, where he studied Fine Art at Central St. Martin’s and at the Slade School of Art. He produces videos, screenplays and sounds. He has been developing a body of work in different chapters under the title “Death Mask”. In 2011 he will hold a solo show at Cabinet, London.

Caterina Riva (1980) is the co-director of FormContent, a curatorial art space founded in 2007 in London’s East End, with which she has produced several exhibitions, events and publications, in the UK and internationally. She has been the coordinator of the Advanced Course in Visual Arts for Fondazione Ratti, Como (2004-2008). 







Tutto ha inizio in un pub di Londra.
Tutto ha inizio in un aeroporto di Torino.
Tutto ha inizio in una galleria di Roma.
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C
i incontriamo in un pub nell’est di Londra semivuoto, è tardo pomeriggio ma fuori è come se fosse notte, fa molto freddo, io bevo vino rosso, Ed whisky, mi pare. Non abbiamo delle idee preconfezionate ma discutiamo a lungo di come potremmo configurare questa nostra collaborazione per le pagine di Nero. Durante la fitta conversazione ci viene l’idea di insegnarci qualcosa a vicenda, non in maniera didattica, specialistica o autoritaria, ma di mescolare generi e categorie, selezionare ciò che ci piace e comunicarlo all’altro, ammettendo che errori e correzioni affiorino nello scambio. Finiamo per decidere che lo svelamento dei primi materiali avverrà di lì a pochi giorni, per e-mail: proporremo dei passaggi da libri scelti indipendentemente l’uno dall’altra e a quel punto ci aggiorneremo di nuovo.


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A partire da quel primo scambio il processo creatosi è stato ritmico ed eccitante, seppure a crescita discontinua. Non credo abbia molto senso che io cerchi di spiegarne analiticamente passaggio per passaggio, dato che la direzione intrapresa è stata quella di una reazione istintiva, non razionale, seppur calcolata, alla mossa dell’altro. Dai libri, siamo finiti alla produzione scrittoria diretta, frammenti di sceneggiature di Ed, nuovi segmenti di testo e di suoni inseriti in altri corpi, rianimati. Testi che chiamano immagini, immagini che portano a video e che ritornano a testi. Questo ciclo di parole e figure e la generazione sincronica di mondi fittizi paralleli sono resi sia nelle pagine concepite da Ed Atkins che nella scelta di video accessibili sulla pagina web di Nero. Nella maggior parte dei casi le didascalie ve ne raccontano l’origine.




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tradurre e mantecare
siamo finiti a parlare di risotto e della sua cremosita’, non so bene come.
Da uno dei nostri scambi: la genealogia del mio nome risulta essere un primo piatto, originario del Veneto, della Lombardia dell’Ovest e del Piemonte.


Ripercorrendo a ritroso quello che abbiamo fatto, una cosa che pare piuttosto importante sottolineare è il tentativo di rincorrere una scrittura molto fisica, le cui suggestioni erano umori, sapori, odori… qualcosa che risuonasse al di fuori e al di là della carta stampata. Ci siamo appropriati di righe scritte da Jack Smith, Sarah Kane, David Wonjarowicz, Roberto Bolaño. Tra la tragedia, lo splatter e la poesia. Permettendoci di restare in un mondo surreale in cui i corpi bruciano come le pentole, le parole feriscono o si fanno assordanti. Ed non solo ha offerto all’impasto parte delle sue sceneggiature, ma ha anche impiantato nuovi rumori e azioni in testi preesistenti. C’è un’ossessione per il cibo, come per i rumori (BANG, CRASH) e gli odori, dai frutti puzzolenti alla carne (umana) abbrustolita.
La permeabilità della lingua e la giocosità delle metafore le abbiamo inseguite in una ricetta, un fumetto, una canzone fino a un libro di finzione basato su cose e persone reali. Riddley Walker è un romanzo di fantascienza post-apocalittico scritto da Russell Hoban nel 1980. Una delle caratteristiche più prominenti del testo è che il narratore, Riddley, parla in un inglese che è la traslitterazione fonetica del dialetto parlato nel Kent. Bisogna leggere e rileggere, ad alta voce preferibilmente, per provare a dar senso a quella strana lingua, che poi si legge come l’italiano.

Questa e molte altre caratteristiche della lingua rappresentate in queste pagine ci parevano impossibili da rendere degnamente in traduzione italiana, così abbiamo deciso di ometterla, e lasciare le parole e le immagini parlare da sé. L’unico consiglio che mi sento di dare è di leggere queste pagine per sinestesia. Sono un ritratto al contrario di come pensiamo, una collezione di frammenti di scrittura e di cultura che amiamo visceralmente. Importa relativamente chi ha scritto quello, chi ha suggerito questo, conta invece questo nuovo insieme di cose, questa strana costellazione macabra. Tutto può diventare l’ingrediente di un pranzo appetitoso al tavolo di Buñel, di Jan Svankmajer o nella cucina italo-americana di Big Night, oppure in Malaysia con lo chef Anthony Bourdain o sulle pagine di Nero. Buon appetito.

Londra, novembre-dicembre 2010



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Ed Atkins (1982) è un artista e uno scrittore che vive a Londra, dove ha studiato arte prima a Central St. Martin’s e poi alla Slade School of Art. Atkins produce video, sceneggiature e suoni e negli ultimi anni ha sviluppato un progetto in diversi capitoli dal titolo “Death Mask”. Nel 2011 avrà una personale da Cabinet a Londra.

Caterina Riva (1980) è la co-direttrice di FormContent, uno spazio espositivo fondato nell’est di Londra all’inizio del 2007, con cui ha curato diverse mostre, eventi e pubblicazioni in Gran Bretagna e all’estero. È stata coordinatrice del Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Ratti di Como dal 2004 al 2008.



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