Wild Combination. A Portrait of Arthur Russell

 

Sfortunatamente non eravamo alla Berlinale ’08 per la prima del film documentario di Matt Wolf sul compositore, violoncellista e produttore Arthur Russell. Sfortunatamente neanche agli screenings che hanno seguito la première (fra poco, dal 26 settembre all’lCA di Londra, 15 giorni di programmazione). Godiamo quindi parecchio ora che la Plexifilm ha finalmente annunciato la data della release in dvd: 4 novembre. La bellezza della musica è indiscutibile, il fascino del personaggio pure; non rimane che vedere il film. (lmg)

Url: sito ufficiale  - Plexifilm releasesito Matt Wolf

Damien Hirst – Do It

Damien Hirst quando era ancora giovane e non così ricco. Dà le indicazioni sul giusto modo di uccidersi con una pistola. Se fossi un regista, lo chiamerei subito a fare il serial killer psicopatico. Con i capelli lunghi e il modo di parlare che ha, sarebbe perfetto. Altro che Javier Bardem. Comunque dubito che, dopo aver aggiornato il suo conto in banca con +140 milioni di dollari, stia pensando al suicidio…più che altro a bere e giocare a biliardo al “Groucho”. (llp)

Silverio – Yepa-Yepa-Yepa

Il suo motto è “mucho macho poco brain”. In Messico è una star. In Europa praticamente sconosciuto. Fa un rock-elettronico trash super divertente, proprio perchè non fa finta di essere nient’altro rispetto a ciò che è. La sua etichetta è la Nuevos Ricos, fondata dall’artista Carlos Amorales. Quello che vedete è il video della sua hit “Yepa-Yepa-Yepa”, diretto dall’altra star dell’arte contemporanea messicana: Miguel Calderon – i quadri che si vedono ne “I Tenenbaums” sono suoi. Il video è stato censurato da Mtv perchè troppo trash. (llp)

Martin Margiela

intervista malcom mclaren/maison martin margiela

sito martin margiela

 

Martin Margiela in un certo senso è come Thomas Mann o Bach. Sono quei personaggi che hai sentito così tante volte nominare e passarti davanti agli occhi (o alle orecchie) che, pur non conoscendoli veramente, è come se li conoscessi.
Sempre in un certo senso, sono entrati nel nostro bagaglio culturale “dall’alto”. Non li abbiamo scoperti noi, ma ci sono stati praticamente imposti. Pensiamo a Margiela, appunto. Tutti lo conoscono di fama, tutti lo indossano, ma l’avete mai analizzato bene? Non esistono praticamente interviste, la sua faccia non si conosce (provate a googlizzare o youtubare – forget bansky!), quando parla si esprime sempre al plurale – Maison Martin Margiela. Come Xavier Le Roy nella danza, Margiela è un filosofo nella moda. Non dà nulla per scontato, ripensa in modo innovativo tutto, dal brand a come vestire i suoi commessi. E naturalmente il sito internet. Forse uno dei migliori in circolazione.
P.S.: certe volte invece di correre sempre dietro alle nuove tendenze, bisognerebbe semplicemente voltarsi indietro e scopriremmo che quello che cerchiamo davanti sta dietro di noi. Parlare oggi di margiela sembra scontato e vecchio, ma se davanti ad un dipinto di Caspar Friedrich ci sono le file e a Nicola de Maria no ci sarà pure un motivo. Lo stesso per cui scrivo di Margiela e non di Gareth Pugh. Perché è più bravo. (llp)

I am curious (yellow)

E’ considerato uno dei film più controversi della storia del cinema (insieme ad altri 50).
I am curious (yellow) è la scoperta della sessualità di una ragazzina molto curiosa e molto formosa. Va in giro per la svezia degli anni ’60 dove, quando il film uscì, fece grande scalpore. Il film ha un fratellino, I am curious (blue). Stessa protagonista, stesse ambientazioni, stessi temi. Solamente con un maggiore fusione tra realtà e finzione. Questo è quello che dice che il retro del cofanetto. Appena li vedo, vi dirò se ne vale la pena. P.S. Del film “giallo” esistono anche un vinile e un libro fotografico. Entrambi con un design anni ’60 simpatico. (llp)