Estasy @ Fashion on Paper

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Ve ne abbiamo parlato già abbastanza, persino nei minimi dettagli: dove è nato, la stanza in cui vive, i ciondoli e i vestiti che indossa, la musica che compone e l’immaginario visivo nel quale si muove (Crackers n.19). Per Fashion on Paper, la nuova sezione di AltaRoma dedicata all’editoria che fa tendenza, Nero presenterà un nuovo e inedito live di Estasy. Qualche anticipazione: musica estatica, maschere e simbologie occulte su un altare per il sacrificio della bellezza. Dopo tanto dire, finalmente, Estasy dal vivo.

Qui di seguito una preview del live:

2 Febbraio – h.7 pm – Tempio di Adriano – Piazza di Pietra, Roma. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Mug Shots

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Sono solo foto segnaletiche fatte dalla polizia dopo un arresto. Quello che è interessante è che alcune di esse, da un punto di vista strettamente estetico, hanno dei forti punti di contatto con un certo tipo di fotografia contemporanea. C’è un sito che ne raccoglie centinaia, sia di vip che di sconosciuti, si chiama The Smoking Gun. A parte il gusto sadico che si prova nel vederle, e a parte il fatto che sono belle, c’è un non so che di profondo e radicale in queste foto, una specie di sconfitta del singolo contro la comunità. E’ nei loro occhi e non è certo merito del fotografo. Una cosa molto umana, a mio parere. (vm)

Growing + Black Dice @ Netmage 2009


Questo weekend siamo stati a Bologna a sentire/vedere Netmage. Per gli amanti della psichedelia a tinte fluo la nona edizione del festival è stata particolarmente succosa: Growing, Black Dice, Emeralds e Skaters fra tutti. Vi proponiamo un piccolo assaggio dei due live che abbiamo gradito di più, la qualità dell’audio non è proprio la migliore, ma speriamo vi arrivi almeno in parte il carico di suoni lisergici e di beat fracassati che ci siamo trovati di fronte… (fdf) Per vedere le clip full screen fai doppio click sui video.

Fiorucci made me hardcore

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Di Mark Leckey. Una sorta di documentario che racconta in maniera molto soggettiva l’esperienza rave del regno unito. Si va dal northern soul agli anni ’80 per finire appunto con l’acid house e l’hardcore. Il tutto sembrerebbe visto attraverso gli occhi della gioventù suburbana del nord Inghilterra. La colonna sonora consiste in una serie di frammenti-campione dei suddetti generi musicali, insieme a qualche canzoncina da luna park: compaiono qua e là, alle volte con un po’ d’eco, poi si immergono di nuovo. Il risultato è una narrazione rarefatta e malinconica: ricordi montati in sequenze oniriche, usi e costumi di tempi andati, e la nostalgia per quei momenti di euforia collettiva. Per vedere il video clicca qui. (mdc)

Motown 50th Anniversary

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Cinquant’anni fa Berry Gordy prese in prestito 800 dollari e fece nascere la Motown Records. Il suono della giovane America, il suono di Detroit, il soul e il pop. Marvin Gaye, Diana Ross, The Jackson 5, Smokey Robinson and the Miracles, The Four Tops, The Temptations. Prima ancora della techno, i battitti del suono afro-americano pulsavano nella città industriale per antonomasia. Tanti auguri. (fdf)

Doomsday Vault?

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Di bunker antinucleare o post apocalisse se ne sente parlare spesso. Soprattutto ultimamente con la diffusione di una febbre paranoide, a metà strada tra scienza e seghe mentali, per la quale la fine del mondo dovrebbe coincidere con l’anno 2012. Insomma, uno cerca sempre di stare con i piedi per terra, di evitare cose alla “Uomo Falena”, però se si è un minimo fantasiosi con certe robe ci si va a ruota. Il Svalband Global Seed Vault è un bunker lungo 130 mt costruito tra il polo Nord e la Norvegia all’interno di una montagna sperduta nell’Oceano Artico. Custodisce una banca di milioni di semi vegetali a temperature bassissime con lo scopo di preservare la biodiversità. Un tesoro organico in grado di sopravvivere, tra le altre cose, a guerre, catastrofi naturali e estinzione per 10.000 anni. Il bunker è costato 9,4 milioni di dollari e tra i finanziatori dell’intero progetto figurano persino Rockefeller Foundation e Bill Gates Foundation. Non è necessario pensare all’apocalisse per giustificare l’esistenza di questa iniziativa. Però certo se un asteroide si dovesse schiantare sulla terra speriamo non cada in Norvegia. Per vedere il video clicca qui. Per approfondire qui. (lmg)