Nicola Pecoraro, The Wandering – Galleria S.A.L.E.S. – 11 febbraio 2010

Nicola Pecoraro
The Wandering

11 Febbraio 2010 – 10 Marzo 2010
galleria s.a.l.e.s. – via dei querceti 4/5


We are happy to invite you to the opening of Nicola Pecoraro’s solo show in Rome.
Nicola Pecoraro, apart from being a great artist, is also Nero’s Art Director.
Hope to see you there.


Thursday, February 11th 2010, at 7 pm, Galleria S.A.L.E.S. inaugurates The Wandering, Nicola Pecoraro’s first roman exhibition.

The name of this show alludes to Blaise Pasca’s statement: “…Man is nowhere, he has no place, no dimension or determined size, he is simultaneously large and small, he wanders between the minuscule and the immense and grasps that his surroundings and all he finds familiar lie lost between two infinities…”

Pecoraro was born in Rome in 1978, but it is in London he grew as an artist, attending the Chelsea College of Art & Design, the Central St Martins College of Art & Design and the Middlesex University. Currently he lives and works between Rome and London.?His poetics can be identified as some sort of withdrawal from the usual artistic systems and technical rules. Pecoraro refuses being tied down to categorizations, standard art ideas and to the media languages used by the majority of artists such as photography, sculpture, drawing and painting. He asserts: “my work is a free matter… more close to the geological time of sedimentation/disintegration than to the Art Universe. My works are not images but creation/extinction processes…”

Pecoraro’s work stems by itself through an automatic process where action takes on a primary value “… when I work on my painting I don’t make use of any pictorial gesture and I cannot define a specific identity, maybe it is not painting at all…”?Observing his artistic technique as the use of different materials assembled in an instinctive and random way, we discover the expressions connected with rationality to be completely nullified. At the same time this is the ‘way’ through which Pecoraro communicates his Universe to the spectators. The result is something unpredictable that escapes the artist’s control. The reject of the art form in Pecoraro’s works exalts the expressive possibilities of the material/colour, which also functions as a mode of communicating emotional contrasts. The latter expressed by the artist in the most energetic and violent manner possible.

For his first exhibition at galleria S.A.L.E.S. Pecoraro exhibits new works realized “…with synthetic enamels for outdoor use (the ones used for boats or to paint the junction box) that I applied on various layers with generic solvent that melts the paints, generating unpredictable results out of my control. When creating I can only establish initial rules (shape – dimensions – colours). The outcome of the work is really determined by unpredictable conditions, when I leave the work and stop affecting it…the paintings and the colour degenerate following ancestral rules, as if they were nebula and dead stars…”

“Sublime” and “imagination” are fundamental concepts for the artist. Each painting is the reconstruction of a fantasy and personal world, where new rules and concepts replace reality. Nature, in a romantic way, symbolizes the expression of the Divine on earth, absolute immanence in the sensitive world where man is seen merely as a transitory apparition.?Pecoraro’s works exalt catastrophe, provoking an uncanny feeling in the audience. This disturbing feeling is somehow perceived as Beauty, giving birth to the ideal of the sublime, as avowed by Edmund Burke.

“…One of the ways to interpret what I do is the impact with the sublime, and how this can be perceived in everyday life. Amongst the artists that have influenced my work there are some classified as romantic like Arnold Böcklin, John Martin…and Robert Smithson…” key figure for the connection between conceptul art, minimalism and Land art. Smithson’s artistic production and essays have influenced Nicola Pecoraro that criticizes the current art practice and aspires to broaden its limits.

Pecoraro has also been influenced by the sci-fi and fantasy culture. Hugo Gernsback, in 1926, coined the expression ‘scientific fiction’. This expression then contracted in scienfiction and finally in science fiction (nowadays the abbreviation Sci-Fi is very common). “…sci-fi and fantasy culture have influenced my works. I think that science fiction, in particular, has an important relevance because it is connected with people’s emotional response toward the space they inhabit. This is what happens to me when “wandering” in the urban “wasteland” of the city where I live: I have the impression of being on another planet, moving through time space. This is the reason why sometimes I observe ordinary objects of everyday life, like a broken mirror or a garbage dump, as if they were lunar rocks or minerals belonging to another planet or era…”

The gallery is open from Tuesday to Saturday from 3:30 pm. to 7:30 pm and by appointment


Italian Version


Giovedì 11 Febbraio alle ore 19.00 si inaugura alla Galleria S.A.L.E.S. la prima personale di Nicola Pecoraro The Wandering.

Il titolo della mostra si ispira al filosofo francese Blaise Pascal: “…Man is nowhere, he has no place, no dimension or determined size, he is simultaneously large and small, he wanders between the minuscule and the immense and grasps that his surroundings and all he finds familiar lie lost between two infinities…”

L’artista, nato a Roma nel 1978, ha intrapreso un percorso di studi che lo ha portato a identificare Londra come città d’adozione. Qui, infatti, Pecoraro ha studiato presso il Chelsa College of Art & Design, la Central St Martins College of Art & Design ed infine la Middlesex University. Tuttora vive e lavora tra Roma e Londra.

La sua poetica è contro qualsiasi modello artistico precostituito e contro ogni regola tecnica normalmente usata. Fondamentale per Pecoraro è non essere schiavo di classificazioni e schemi canonici del fare arte e dei linguaggi dei media di volta in volta usati: fotografia, scultura, disegno, pittura. Come lui stesso afferma “la mia opera è libera materia… una materia molto più vicina alla scala dei tempi geologici di sedimentazione/disintegrazione piuttosto che all’universo dell’arte. Le mie opere non sono immagini ma processi di creazione-estinzione…”
L’opera prende vita da sé attraverso un processo automatico dove il gesto assume una valenza primaria, regolata di volta in volta da movimenti ora violenti ora delicati; è quindi lo spostamento fisico che la determina “…non c’è nessun gesto pittorico in quello che faccio, nessuna identità specifica, anzi non la chiamerei neanche pittura…”
Il processo tecnico che permette a Pecoraro di comunicare avviene attraverso l’uso incondizionato di diversi materiali, assemblati in modo istintivo e casuale azzerando qualsiasi espressione mediata dalla razionalità. Questo procedimento dà origine a risultati imprevedibili e fuori dal controllo dello stesso artista. Le sue opere, dominate da una sorta di rifiuto della forma, esaltano le possibilità espressive dei colori-materia che vengono utilizzati anche in funzione dei contrasti emozionali che sono capaci di generare e rappresentare. Emozioni che l’artista cerca di esprimere nella maniera più energica possibile.
In questa sua prima personale alla Galleria S.A.L.E.S., l’artista presenta una serie di nuove opere realizzate “…con smalti sintetici per esterni (quelli che si usano per le barche o per dipingere le centraline elettriche) che applico a più strati, insieme a solventi di vario genere. I solventi sciolgono le vernici creando risultati imprevedibili e fuori dal mio controllo. Posso stabilire una serie di regole iniziali (forma–dimensioni-colori) ma l’esito finale è determinato dalle condizioni in cui lascio l’opera quando smetto di lavorarci… nei quadri i colori si disintegrano secondo regole ancestrali, come fossero nebulae e stelle morte…”
Il “sublime” e la ”immaginazione” sono concetti fondamentali per l’artista. Ogni quadro è la ricostruzione di un mondo fantastico e personale, con nuove regole e fondamenti, sostituito alla realtà. La natura viene letta in chiave romantica come l’espressione del divino in terra, l’immanenza dell’assoluto nel mondo sensibile, di cui l’uomo non è che caduca manifestazione.
I suoi lavori esaltano il catastrofismo, suscitando nello spettatore un senso d’inquietudine, dove questa viene colta come una qualsivoglia forma di bellezza, in cui si realizza il concetto di sublime, così come teorizzato da Edmund Burke. “…Un modo per leggere quello che faccio è l’impatto con il sublime, e come esso si possa percepire a livello quotidiano, sia micro che macro-scopico. Fra gli artisi che influenzano il mio lavoro ci sono alcuni pittori cosiddetti romantici, Arnold Böcklin, John Martin e Robert Smithson…” figura chiave nell’incontro tra Arte Concettuale, Minimalismo e Land Art; la sua pratica d’artista e i suoi numerosi saggi hanno segnato profondamente parte del lavoro di Pecoraro che muove una critica sia alla pratica corrente del fare arte sia all’ampliamento dei suoi limiti.

Altra fonte di ispirazione è la cultura visiva sci-fi e fantasy. Espressione inglese science fiction coniata da Hugo Gernsback nel 1926. Gernsback inizialmente chiamò questo genere di storie scientific fiction. L’espressione poi si contrasse in scientifiction, per ridursi all’attuale science fiction (tra gli anglosassoni è oggi popolare anche l’abbreviazione Sci-Fi). “…nelle mie opere sono presenti molti elementi provenienti dalla cultura visiva sci-fi e fantasy. In particolare, credo che la fantascienza sia piuttosto rilevante, perchè ha molto a che vedere alla reazione di un individuo rispetto all’ambiente in cui si trova. Nello stesso modo quando giro per il ”wasteland” urbano nella città in cui vivo mi sembra di viaggiare nel tempo e trovarmi su un altro pianeta. Da qui alle volte gli elementi più ordinari e inutili del decadimento cittadino come uno specchietto rotto, una discarica o un pezzo di cemento possono essere paragonati a rocce lunari o a minerali di un altro pianeta o era…”

La galleria è aperta dal martedì al sabato dalle ore 15,30 alle 19,30 o su appuntamento