DOV CHARNEY SUL CASO WOODY ALLEN

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Dichiarazione del 20 Maggio 2008 di Dov Charney (CEO di American Apparel).


Oggi la denuncia esposta da Woody Allen contro American Apparel sarà conclusa. Il signor Allen riceverà un pagamento di 5 milioni di dollari. La maggior parte di questa cifra sarà versata dalla nostra compagnia assicurativa che è responsabile della decisione di  sciogliere il caso e ha controllato la difesa fin dall’inizio del caso stesso. Da parte nostra coesistono il sollievo di non dover affrontare un processo e al contempo un senso di rimorso e tristezza per non  avere l’opportunità di dibattere un punto fondamentale riguardante il Primo Emendamento, in particolare la libertà di un individuo o corporazione di esprimere l’apprezzamento nei confronti di una figura pubblica per mezzo di un messaggio satirico e sociale.
A prescindere da tutto, ritengo che il caso sia stato interessante. Come ha spiegato uno dei miei legali, Adam Levin , “Il buon senso  ci dice che il cartellone pubblicitario in questione non è semplice pubblicità”. Dal punto di vista legale, non viene suggerita transazione commerciale alcuna: non vengono esposti o descritti prodotti, né tantomeno menzionati prezzi. Infatti, il cartellone ritrae il primo piano di un Ebreo Ortodosso che indossa un cappello nero e uniforme tipica del suo gruppo religioso – capi non acquistabili nei negozi American Apparel. Il messaggio impresso sul cartellone, inoltre, non è di carattere commerciale, ma un testo in Yiddish che identifica Allen come “L’Alto Rabbino”. In conclusione, nonostante il cartellone abbia un doppio scopo, commerciale da un lato e di mezzo d’espressione dall’altro, il contenuto del Primo Emendamento resta comunque applicabile perché i due elementi sopra citati  sono “inestricabilmente interconnessi”. La decisione della Corte d’Appello degli Stati Uniti d’America del “ninth circuit” nel processo Hoffman v. Capital City/ABC (per saperne di più: http://www.altlaw.org/v1/cases/1610780) chiarisce abbondantemente che anche in quella situazione il caso fosse protetto dal Primo Emendamento.
Nelle ultime settimane non ho avuto modo di commentare liberamente sul cartellone in questione visto che tutte le mie dichiarazioni dovevano essere approvate dalla compagnia assicurativa. A questo punto, a caso concluso, sono libero di dire tutto ciò che ho da dire in merito.Segue  una dichiarazione che ho scritto per spiegare la mia posizione in questo scandalo. L’ho scritta prima della conclusione del caso, e la pubblico ora perché voglio che tutti conoscano le mie motivazioni e i miei veri stati d’animo.

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GREETING CARD

Aaron Young – Greeting Card – 2007

Trailer BMW Z4 – 2009

 

Chissà se a Monaco qualcuno aveva sentito parlare di Aaron Young..Forse sì, forse no..Ma alla fine cosa distingue l’arte contemporanea dalla pubblicità? Queste domande interessantissime le lasciamo ai Bonami & Co che sfornano un libro al giorno per spiegare cos’è questa strana arte contemporanea….e magari poi riescono a comprarsi la BMW Z4. In grande amicizia, ovviamente. (llp)